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Acqua, pane e devozione. Sant’Antonio tra l’antico e il contemporaneo

Franco Benucci, Donatella Schmidt

La presente raccolta di saggi fa seguito al convegno “Acqua, pane, devozione: sant’Antonio tra l’antico e il contemporaneo” e mira innanzitutto a far dialogare le due dimensioni, antico e contemporaneo, che percorrono 785 anni di culto antoniano, da un lato – dal Medioevo in poi – in termini di storia, miracoli, sermoni, simboli associati al santo, costruzione di luoghi di culto, reliquie, ex-voto, opere d’arte, biblioteche e archivi, dall’altro con riferimento all’attuale devozione al santo che si manifesta in processioni, eventi culturali e festosi, associazioni, arciconfraternite, celebrazioni delle varie collettività straniere a Padova, celebrazioni in altre città nel Veneto, in Italia e in altre parti del mondo toccate dal culto antoniano (in primo luogo Lisbona), nuovi ex-voto, mostre e varie forme di comunicazione scritta, visuale e teatrale. Tradizioni che non sono fissate una volta per sempre nel passato, ma invece costantemente rinnovate o reinventate alla luce della storia presente – che fa posto anche a quanti portano la loro interpretazione del culto da altrove proponendola e vivendola nella società d’accoglienza – sollecitate a Padova anche da forti individualità all’interno della comunità dei frati. La devozione a sant’Antonio non è quindi solo una vestigia del passato di cui rimane ancora traccia importante, ma al contrario un fenomeno vivo che, attingendo dal passato, lo reinterpreta costruendo nuovi percorsi, secondo le esigenze della storia della città e delle comunità religiose, che vanno ben oltre i confini di Padova. Per ricchezza e varietà delle tradizioni, il culto rivolto a sant’Antonio non è perciò in contrazione, bensì in espansione, beneficiando anche di ulteriori dialoghi e complementarietà: quello tra devozione popolare, interpretazione colta e culto ufficiale, quello tra il santo, con la sua basilica e il suo culto, e la città con le sue istituzioni civili, religiose e caritative.Franco Benucci, ricercatore di Linguistica presso l’Università di Padova (DiSSGeA), unisce agli interessi disciplinari quelli relativi all’araldica e alla storia, arte e cultura della città e della regione, con particolare riguardo alle relative testimonianze monumentali, epigrafiche e documentarie. Già consulente del Settore Edilizia Monumentale del Comune di Padova e membro della Commissione comunale di Toponomastica e del Centro per la Storia dell’Università di Padova, è socio dell’Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e della Societas Veneta di Storia Religiosa e responsabile del progetto di ricerca interdisciplinare relativo al Corpus dell’epigrafia medievale (CEM) di Padova.Donatella Schmidt, docente di Etnologia all’Università di Padova e cofondatrice del Master in Studi Interculturali, ha condotto ricerche presso gli Mbya-Guaranì in Argentina, Paraguay e Brasile, ha esplorato il concetto di identità-alterità e si è occupata di migrazioni e di pratiche politiche della minoranza migrante e della società maggioritaria. Attualmente coordina un gruppo di ricerca su temi riguardanti rifugiati e richiedenti asilo. È fondatrice del gruppo “Sant’Antonio tra antico e contemporaneo” al fine di esplorare fenomeni della devozione antoniana anche alla luce dei processi migratori. È membra dell’European Association of Social Anthropologists (EASA).

12 giu 2017 ... Stiamo parlando di Antonio di Padova e dei moltissimi affreschi, ... della figura di sant'Antonio, diviso tra storia e devozione popolare. ... In tali ambienti Antonio rappresenta l'anello di congiunzione, assieme a Bernardino da Siena, tra l'antico e il nuovo. ... Esiste un'iconografia antoniana contemporanea?

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8867875949 ISBN
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Artes vi conduce tra le strade di una città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. Insieme ad una guida autorizzata, scoprirete la storia e la vita che si svolgeva tra gli edifici pubblici, le case e le numerose botteghe: dal panificio alla lavanderia. Vi aspettiamo. Ingresso gratuito Costo

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Mattio Mazio

Magazine Le vie dei Tesori. I Viaggi dei Tesori. Il Magazine--> La devozione dei fedeli mostra, al contempo, l’intuizione infallibile di come un tale amore sia possibile: lo diventa grazie alla più intima unione con Dio, in virtù della quale si è totalmente pervasi da Lui — una condizione che permette a chi ha bevuto alla fonte dell’amore di Dio di diventare egli stesso una sorgente « da cui sgorgano fiumi di acqua viva » (cfr Gv 7, 38).

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Noels Schulzzi

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Jason Statham

10 dicembre 2014 (Acqua, pane e devozione. Sant’Antonio tra l’antico ed il contemporaneo) e infine Enna, 6-7 novembre 2015 (Spazi e percorsi sacri fra tarda antichità e altomedioevo. Archeologia, storia e nuove tecnologie). Il vi congresso internazionale, conclusivo del Progetto, è stato organizzato L'acqua Lisima di Sathya Sai Baba è un'acqua riprodotta dal primo campione creato con l'immersione in acqua dell'Hiranyagarba Lingam, il Lingam d'Oro che rappresenta il simbolo di Shiva, materializzato da Sathya Sai Baba nella ricorrenza di un Maha Shivaratri nel 1999 ad una devota italiana.

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Jessica Kolhmann

Tra i dipinti si segnalano tele di autori prevalentemente locali, come il Moroni, il Cavagna, i Bassano, G.Procaccini, D. Crespi, Ceresa, Carpinino, Nuvolose. Da segnalare due Sante su tavola di scuola bergamasca del sec. XVI, una “Santa Famiglia” dello Sprangher, due vedute di G. Roncelli (1729), e un affresco duecentesco proveniente dalla antica cattedrale di S.Vincenzo. Il segno di “senza pane” comportava due pasti a base di una zuppa, un uovo, acqua e vino. Il segno di “dieta” prevedeva due pasti Orologio monumentale sul Palazzo del Commendatore con zuppa, 110 gr. di pane, 55 gr. circa di carne, acqua; ove permesso il vino si esponeva idoneo segnale.