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La geriatria. La disciplina che impedisce la perdita dellautosufficienza dellanziano

Massimo Palleschi

Con questo prezioso ed agile manuale, frutto di una grande esperienza, maturata nel corso di una pluridecennale attività clinica, dedicata con entusiasmo e convinzione all’affermazione della medicina geriatrica, Massimo Palleschi si sofferma ancora una volta sui principi della riattivazione funzionale, quale indispensabile metodica per prevenire la perdita dell’autosufficienza dell’anziano. Come è ben noto al cittadino comune, ma ancora più al geriatra, che quotidianamente si cimenta con questo problema, la perdita dell’autosufficienza è la causa determinante del peggioramento della qualità della vita e la via maestra che porta l’anziano verso l’isolamento sociale e spesso ad uno stato depressivo da cui è difficile riemergere. A prescindere dalle innumerevoli patologie che possono determinarla, la perdita dell’autosufficienza assume valenza autonoma, e di essa è necessario occuparsi sia nella fase della prevenzione che in quella del recupero. Come documenta il sottotitolo dell’opera, il manuale di Massimo Palleschi non si rivolge solo a medici, ma anche in egual misura ai molti professionisti che si occupano di pazienti geriatrici, quali i terapisti della riabilitazione, gli infermieri e gli operatori socio-sanitari.Aggiungerei anche ai familiari, poichè i principi della riattivazione funzionale devono rappresentare una filosofia di base, una metodologia di semplice attuazione, che pertanto deve coinvolgere tutti coloro che si occupano della salute dell’anziano. Palleschi, nella sua introduzione, ribadisce con forza che Egli intende occuparsi nel suo scritto dei principi della “riattivazione geriatrica” che più della vera e propria riabilitazione. Quest’ultima è mirata al recupero di deficit specifici, legati per lo più a singole patologie (l’ictus, il Parkinson, le fratture, ecc.) e necessita pertanto di tecniche altrettanto specifiche, mentre la riattivazione è un metodo più globale e di più semplice attuazione. Il volume si articola in diversi capitoli, il primo dei quali, efficacemente, è dedicato alla revisione del concetto di cronicità, che in ambito geriatrico non può essere letteralmente intesa come la semplice presenza di una o più malattie croniche, ma deve obbligatoriamente comprendere una più o meno grave compromissione dell’autosufficienza. Tale compromissione, se non adeguatamente contrastata può sfociare in una vera e propria “Sindrome da immobilizzazione”, di cui il medico si rende purtroppo assai spesso colpevole (Sindrome iatrogena da immobilizzazione secondo Palleschi).Così delineata la cornice ideologica del lavoro, l’Autore prende in considerazione aspetti specifici, solo in apparenza di minimo rilievo. Viene affrontato, ad esempio, il problema della “prescrizione del riposo a letto”. Di esso non si trova traccia nei ponderosi trattati, eppure, come dimostra Palleschi con dovizia di argomentazioni, si tratta di una pratica comune, che in realtà non è giustificata se non da pochissime patologie, e rappresenta al contrario una misura il più delle volte deleteria, frutto della consuetudine e del disimpegno curativo.Esistono invece solide argomentazioni e prove concrete a sostegno delle pratiche di riattivazione, consistente, in sintesi, “nel complesso degli esercizi fisici e degli stimoli psico-cognitivi non solo a rieducare un singolo apparato od una singola funzione, ma ad incentivare i residui interessi e le restanti capacità e a contrastare il decadimento generale della persona”. Segue una dettagliata disamina di numerosi aspetti della riattivazione funzionale, a partire dal ruolo degli ausili (deambulatori, bastoni, tripodi, protesi di arti ed acustiche), fino alla descrizione dei numerosi esercizi, attuabili dopo una attenta valutazione clinica, e quindi in un’ottica strettamente individuale e personalizzata. Un ulteriore pregio del lavoro è rappresentato dall’analisi di particolari problemi gestionali, ad esempio in presenza di pazienti non collaboranti, o di pazienti disabili a rischio di istituzionalizzazione. È ovviamente per me impossibile, in sede di presentazione, scendere in eccessivi dettagli e soffermarmi sugli innumerevoli consigli pratici contenuti nel manuale, ma non posso esimermi dal sottolineare la saggezza che permea i tre programmi di riattivazione geriatrica, che si rivolgono rispettivamente a pazienti con grave, non elevato e lieve grado di compromissione funzionale. Nessun altro avrebbe potuto delinearli con tanta efficacia se non un “geriatra verace” che per tutta la vita è stato accanto agli infermi ed ha speso al loro servizio le sue migliori energie intellettuali. Un osservatore scettico si chiederà se di questo ne valga la pena.Palleschi dimostra sulla base dei trials di Valutazione Multidimensionale che la prevenzione ed il recupero degli anziani non autosufficienti sono obiettivi raggiungibili, sempre che vengano perseguiti con competenza e sopratutto con passione. Non esistono malati irrecuperabili, ed anche nell’anziano più grave e compromesso sono possibili “piccoli guadagni”, piccoli ad una giudizio superficiale, ma grandi per il malato in quanto possono comportare un sostanziale miglioramento della qualità della vita. Non posso che condividere e concludere con l’auspicio dell’Autore, che “la riattivazione Geriatrica, se giustamente interpretata, valorizzata, e soprattutto capillarmente applicata, possa rappresentare l’aspetto più rivoluzionario della prassi geriatrica, in grado di cambiare il volto degli ospedali, delle strutture residenziali e dei servizi territoriali”

2. Radiofrequenza pulsata, nuova metodica messa a punto per garantire una maggior sicurezza e duttilità della metodica, per poter trattare nervi misti, sensitivo- motori, senza produrre termolesione, che in questi casi potrebbe comportare la perdita di funzione. La perdita dell'autosufficienza è la causa determinante del peggioramento della qualità della vita che porta l'anziano verso l'isolamento sociale e spesso ad ...

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